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feb 27 2010

If I only Could…

It doesn’t hurt me.
You wanna feel how it feels?
You wanna know, know that it doesn’t hurt me?
You wanna hear about the deal I’m making?

And if I only could,
Make a deal with God,
And get him to swap our places,
Be running up that road,
Be running up that hill,
Be running up that building.
If I only could, oh…



gen 24 2010

Alla gente piace essere fregata?

In questi anni ho avuto modo di osservare e venire  a conoscenza di diverse esperienze che caratterizzano l’umana esperienza della vita. Soprattutto ho raccolto un piccolo bagaglio di esperienze riguardo i ragazzi della mia età. E, ancor più in particolare, esperienze intorno all’amore, i sentimenti, e cose così.

Quello che ho potuto capire è che il fulcro di qualsiasi relazione sentimentale è l’aspetto esteriore; non importa quanto una persona possa magari essere poco affidabile, egoista e tante altre belle cose: se quella persona è bella, queste sue “qualità” verranno a galla dopo che avrà allacciato una relazione. Ed è quel dopo la fregatura.

Ovviamente non sto dicendo che tutte le persone belle fisicamente siano tutte dei poco di buono (solo perché io non lo sono, bello).

Se all’aspetto fisico ci si aggiunge anche una certa dote retorica nel destreggiarsi con complimenti e promesse (l’amorevole vendita di aria fritta), ecco che l’altra persona cadrà fra le braccia del novello improvvisato Shakespeare dal viso apollineo.  Tanto più veloce sarà l’infatuazione e il legame, tanto più grande sarà l’incazzatura alla scoperta della fregatura.

Non parliamo, poi, della relazioni nate attraverso le chat. Luogo dove tutti sono degli Apolli e degli Shakespeare. Luogo dove un messaggio nella bacheca di Facebook, di twitter o nel topic di MSN può essere considerato un messaggio d’amore. Luogo dove si rimediano le più grosse, e ripetute, fregature: l’incantatore può mentire su cosa faccia e di dove sia(in genere: più lontano è il posto, più attrattiva ha l’incantatore), oppure, nella peggiore delle ipotesi, può non esistere ed essere frutto solo di una mente di una cerca di scherzi da fare(in genere: gli scherzi vengono fatti da una persona che è dello stesso sesso di quella fregata).

Meno complicata è la strada per chi non è bello. Semplicemente verrà giudicato per l’aspetto esteriore e anche se dentro di sé abitassero tutte le virtù di questo mondo , anche se amasse davvero e fosse sensibile… avrebbe poco da fare. Escluso da ogni possibilità di relazione; al massimo, e spesso è così, si diventa l’amico/a sensibile dal cuore d’oro che meriterebbe qualcuno/a di speciale ma, chissà perché, questa entità speciale non si trova mai. Se poi oltre a non essere bello è pure maschio, ecco che le speranze sono minori di vedere Berlusconi diventare comunista. Un po’ più diverso è invece nel caso delle ragazze: quand’anche non possano contare su un bel viso, hanno altre caratteristiche fisiche su cui contare.

Questo è, in linea generale, ciò che succede. Secondo questi ragionamenti le persone preferiscono 1000 volte di più una fregatura preceduta da un bel faccino. Non nego però che a volte i miracoli possono accadere e che qualche temerario/a ripudi i bei faccini e punti su un faccino meno bello ma dal cuore d’oro.

Vi assicuro, comunque, che io qui non sto facendo la parte del Platone filosofo che dice che coloro che sono adatti a governare sono filosofi; non sto dicendo che le persone belle sono in realtà impraticabili e quelle brutte sono angeli in terra per quanto sono buoni dentro; non vi sto nemmeno spingendo in direzione delle persone non belle solo perché io non lo sono.

Quello che voglio dirvi è che l’aria fritta non esiste, chiunque ve la venda, e che prima di farvi convincere a comprarla guardate cos’altro c’è in vendita; conoscete le persone, capitele. Le 2-3-4 settimane di “prova” di relazione servono a poco, è una presa in giro perché entrambi metteranno in mostra il meglio, e dopo verrà la fregatura.

Ho visto relazioni morire dopo 5 anni perché, improvvisamente, ci si è accorti di non essere adatti l’uno per l’altra; forse in questo lustro si è stati troppo impegnati ad ammirare le rispettive bellezze. Ma ho visto anche relazioni nascere dopo 5 anni perché, finalmente, si è capito di essere fatti l’uno per l’altra; in questi anni si è stati impegnati a conoscersi, a conoscere il mondo, a prendere anche delle fregature, ma alla fine si è capito qual era (quale dovesse essere fin dall’inizio?) la scelta più giusta.

Oh, che sarà, che sarà
che vive nell’idea di questi amanti
che cantano i poeti più deliranti
che giurano i profeti ubriacati


dic 25 2009

I Walked Alone

Facciamo un gioco molto abusato in questi giorni:
Bilancio personale dell’anno.

2009 l’anno…

dei miei 19 anni
della fine di una amicizia lunga 5 anni
della fine di un incubo chiamato liceo
di Fenshyn
de “i soldi hanno più forza dei sogni”
dei bocconi amari
delle scelte per il futuro
dell’Università
della Filosofia
dei nuovi amici e colleghi
di Palermo
del treno alle 7
delle crisi spirituali ed esistenziali
dei tanti perchè e per come
delle poche risposte
di un grande sogno rimasto nel cassetto
di un altro grande sogno puntualmente non avverato
degli incubi notturni
delle poche ore di sonno
delle tante pagine lette
dei miliardi di miliardi di pensieri sotto le coperte
dello scrivere, scrivere, scrivere
della fantasia come rifugio
de l’Unità
dei film di Kubrick
della musica di Michael Jackson
della WWE e TNA

il 2010 sarà invece l’anno…

dei 20 anni(paura solo a pensarlo)
di nuove amicizie?
dei primi risultati all’Università
della crescita di Fenshyn
di altre delusioni(sicuro!)
della “solita” vita pendolare
di qualche certezza nella vita(che non guasta mai)
di tante altre domande
di quel cassetto ancora chiuso
di quell’altro sogno che chissà…
di più ore di sonno(mi ci metterò d’impegno!)
di tantissime altre pagine da leggere
di meno angoscie sul cuscino
dello scrivere, scrivere, scrivere, scrivere, scrivere
di quel bel progetto?
dell’informazione sul mondo
della cultura cinematografica
del tifo contro Michael Schumacher(mito dall’infanzia)
di una nuova Monday Night War?
di tanti sms
di un altro tessello nel mosaico, fin’ora poco chiaro, della vita.

I walk this empty street
On the Boulevard of Broken Dreams
Where the city sleeps
and I’m the only one and I walk alone


nov 28 2009

Bandoneòn

Quanto segue non è dedicato, rivolto a nessuna persona. Nella mia vita, fin’ora, non ho avuto modo di incontrare qualcuno che ne volesse sapere di me quindi tutto quello che sotto leggerete si deve intendere come dedicato all’amore in sé, all’essenza, a ciò che è romantico e smuove il cuore. Un lavoro d’astrazione non da poco. Ma in mancanza di un riferimento concreto non potevo fare altro.

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All’inizio è Emozione.

Due corpi, due teste separate, due cuori che battono all’unisono.Tutto corre la mente si perde gli occhi sfuggono, ti sorprendi.Un ritmo batte veloce dentro e fuori di te.
La vita che ti sembra accelerare e venirti dietro
in armonia con il tuo spirito reso caldo dall’incessante battere vigoroso del tuo cuore rapito.
Ti levi al cielo come un aquila libera, restando senza fiato di fronte alla grandezza dell’emozione
e desideri fermare il tuo volo, rimanere immobile nell’etere per osservare la bellezza di quest’emozione.
Le meraviglie che vedi ti fanno immergere in abissi di un mare senza fine.
Limpido come non potrebbe essere,variegato di colori; là in quei profondi abissi limpidi vedi un arcobaleno che termina su vette inesplorate ricoperte dal candore di passi che riconosci tuoi, che salgono per quelle cime dove tu hai conquistato l’emozione. La tua vittoria.
Irrazionale.

Diventa passione.

Due corpi, due teste vicine, due labbra che si sfiorano.
Mani che scendono lungo il viso dita che toccano lentamente i lineamenti, ti accendi.

Il respiro vitale della passione che proviene dall’altra bocca entra nel tuo corpo,e come il vento che scuote le foglie fra gli alberi, ora con violenza ora facendole dondolare,l’anelito della passione fa tremare il tuo animo. Gradualmente, con decisione.

Senti sul tuo corpo l’effetto di quell’emozione afferrata, la percepisci parte di te. Ti prende.
Le mani si perdono fra i capelli il cui profumo è come l’incantevole canto di sirene, e gli occhi dai quali la luce della passione si propaga; accarezzano tutto il viso dove la passione si sparge fra le rosse guance.
Le labbra si toccano, si spingono una contro l’altra nel tentativo di trasmettere i respiri vitali che si producono attraverso i battiti del cuore.
Inarrestabile.

Movimento.

Due corpi che diventano uno, si uniscono in un armonia come di danza.La passione si muove al ritmo profondo dell’emozione. Sua guida.Passi veloci, passi lenti che scivolano, che si riprendono, che si perdono seguendo la melodia malinconica ma esplosiva dei ricordi.
La mente torna alle prime emozioni, ai voli lungo tutta la terra, a quegli abissi profondi limpidi; ne sente la mancanza, ma come il suono del bandoneòn fa risvegliare i ricordi, i sensi fanno percepire alla mente quelle emozioni.

Il corpo si lascia andare sempre di più alla passione, ai canti delle sirene, al respiro vitale; lo vede e cerca di raggiungerlo, come un neonato che ha bisogno della madre.

La vibrazione del ricordo dell’emozioni e il bisogno di quel respiro esplodono nell’armonia del movimento, con la stessa violenza con la quale la farfalla apre le sue ali per volare.

L’Irrazionale e l’Inarrestabile vanno all’unisono; insieme in una danza e musica che li racconta.
Amore.



nov 15 2009

Viva il mondo, abbasso il mondo

Lo chiamo incantesimo.
Quando sono in giro, all’università a lezione, sul treno.
Non penso a nulla, solo ad essere spensierato e felice di fare questa vita.

Torno a casa.
Tutto diventa più brutto, meno spensierato, la mente più pesante.
No, non è lo stress della giornata; sono i mille perchè che riaffiorano.

Mi tormento con una delle più antiche domande che l’uomo  pone(forse da buon studente di filosofia). Solo che io non cerco la causa originaria del tutto, non sono alla ricerca di alcun ἀρχή(archè), su questo ho le  mie profonde convinzioni la mia fede.

Mi chiedo invece come mai non posso vivere senza l’incantesimo. Perchè non riesco ad essere spensierato e felice sempre.

Vivo in maniera lunatica; un attimo amo il mondo e sono l’uomo più felice, un attimo dopo non sopporto nemmeno il sapore dell’ acqua.

C’ ho messo tanto a decidere a scrivere di nuovo, proprio perchè non capisco il mio stato d’animo qual è.

Mi manca qualcosa, un affetto mai avuto.
Un affetto che, forse, mai avrò.

Spengo la TV e la farfalla appesa cade giù
Ah succede anche a me è uno dei miei limiti
Io per un niente vado giù
Se ci penso mi dà i brividi

Non faccio niente resto chiuso qua ecco un altro dei miei limiti
Io non sapevo dirti che
Solo a pesarti mi dà i brividi
Anche a uno stronzo come me
Come me




ott 17 2009

Ponghi, armàli e vegetables

Si vede che ho cominciato l’Università.

Ho un po’ meno voglia di scrivere e tanta voglia in più di dormire.

La voglia si scrivere è di meno non solo a causa del minor tempo a disposizione; c’è anche che sono contento. Per me scrivere è sempre stata la valvola di sfogo, la modellazione del mio pensiero un modo per rilassarmi, il dare una forma alla mia fantasia un mezzo per sognare ad occhi aperti; in generale scrivere è per me un qualcosa che mi permette di creare un mondo le cui regole sono decise da me, un mondo grande come un universo nel quale la mia mente si perde.

Accade però che quando mi ritrovo solo nella mia stanza smetto di essere contento come lo sono stato per tutta la settimana e ritorno io, quell’io a cui piace scrivere ed essere padrone del suo mondo. Sembra quasi una condanna: se voglio fare una delle cose che più amo al mondo devo essere triste, o, per lo  meno, devo trovarmi lontano da ciò che mi fa stare bene(anche se, poi, anche la scrittura mi fa sta bene).

L’Università mi sta regalando la possibilità di essere contento di ciò che faccio e della vita: adoro uscire presto la mattina, prendere il treno, mangiare al bar, avere il mio gruppetto di colleghi, seguire lezioni di gente un po’ strana.

Se sono contento non riesco a scrivere come vorrei. Sarà perché mi rifiuto con tutto me stesso di scrivere di un mondo tutto bello e colorato, di scrivere di quant’è stata bella la giornata e che voglio bene a tutti. No, non ne sarei mai capace. Per mia indole.

Ho bisogno di toccare l’assenza di tutto ciò che mi fa stare bene per poterne scrivere. Quindi oggi niente vegetables e armàli(le lezioni) e niente ponghi(i cari colleghi) per potere capire che sono proprio queste cose che da qualche giorno mi fanno stare bene.

Meno male che c’è la musica a darmi l’ispirazione per scrivere, e darmi il sentimento malinconico che mi serve.

How does it feel
When you’re alone
And you’re cold inside


ott 1 2009

Una giornata a Baarìa

Soddisfazione. Questo è quello che ho provato al termine della visione del film Baarìa di Tornatore.

Vedere Baarìa proprio a  Baarìa(Bagheria) è stata un’esperienza “facile” ma al tempo stesso  impegnativa. Soprattutto se il film lo si vuole comprendere in toto e non solo, come un bagherese sarebbe tentato di fare, con lo scopo di riconoscere questa o quella via e questo o quel personaggio.

Facile perché essendo bagherese non ho avuto, appunto, difficoltà nel ritrovare quei personaggi-tipo di cui ho sempre sentito parlare: in certe sequenze del film mi sembrava quasi che fossero i racconti di mia nonna e dei miei genitori a prendere forma, mi capitava di pensare che certe situazioni reali, poi riprese, avessero visto coinvolte persone conoscenti.

Un altro elemento che mi ha reso “facile” la visione e la comprensione superficiale è stato senza dubbio l’uso del dialetto tutt’ora parlato qui a Bagheria, completo di tutti quei modi di dire, frasi, parole che ancora oggi sento e dico io stesso.

Come bagherese non posso che essere soddisfatto per la cura e la precisione con cui questi (fondamentali) particolari socio-culturali siano stati trattati.

Ma, dicevo, non mi sono(e non ci dobbiamo) accontentare di questa lettura prettamente estetica. Il film Baarìa ha tanto altro da offrire.

Ad essere sincero, non mi aspettavo che il filo conduttore di tutta la narrazione fosse la situazione politica di Bagheria, ed in particolare del Partito Comunista Italiano. Sicuramente pecco io di scarsa conoscenza della storia della mia città, ma questa scelta mi ha sorpreso. Devo però ammettere che è stata la scelta migliore, secondo me,  in modo da evitare che il film fosse “solo” una ricostruzione nel tempo della città di Bagheria. La scelta del filo politico mette in risalto una importante questione: Bagheria è stata(è?) una città dove, nonostante l’impegno, attuare dei cambiamenti radicali è sempre stato difficile se non impossibile. Cambiamenti radicali che, nel passato, il PCI sembrava in grado di garantire a parole ma non ricevendo mai il giusto appoggio da parte del popolo bagherese.  Ieri il PCI, oggi qualunque parte politica che faccia perno sulla necessità di cambiare.

Purtroppo chi è bagherese deve rendersi conto che, fondamentalmente, la mentalità collettiva è rimasta invariata nel corso dei decenni. Ecco un altro punto in cui il film risulta familiare a chi è di Bagheria: oltre al diletto, oltre all’ambientazione, c’è lo stesso modo di pensare, la stessa convinzione di essere vittime di decisioni prese da altri senza poter fare nulla per invertire la tendenza, la convinzione che chi tenta di cambiare rotta non va da nessuna parte; la convinzione che in politica non si voti chi lo merita, ma il male minore(non a caso un personaggio del film dice di votare PCI solo perché esso si contrappone alla mafia).

Allora forse il paradosso finale del bambino addormentatosi sotto il fascismo e svegliatosi ai giorni nostri, forse vuole intendere che noi tutti bagheresi fin’ora abbiamo solo dormito e che, forse, adesso dovremmo cominciare a svegliarci.

Sono soddisfatto, perché ho visto un film di ottimo valore che mostra luoghi che vedo ogni giorno, che mi coinvolge con il linguaggio e che mi invita a riflettere.

Sono soddisfatto perché ho visto gente di qualsiasi età rimanere seduta a guardare i titoli di coda e ascoltare le voci in sottofondo.

Sarò ancor più soddisfatto, e spero lo sarà anche il regista, se almeno un parte delle tante persone che hanno affollato i cinema di Bagheria in questi giorni sia riuscita a portare fuori dalla sala proiezioni una riflessione. La riflessione su Baarìa.


set 25 2009

Il Contenitore

Capita, succede, che intorno a te accadono cose brutte.

Capita, succede, che queste cose possano colpire te direttamente. Oppure colpire altri. Capita, succede.

Capita, succede, che quando non sei sfiorato dalle cose brutte le persone intorno a te lo siano. Capita, succede, che tu non abbia parole efficaci. Capita, succede, che nessuna azione è efficace.

Capita, succede, che cerchi di condividere il dolore, dolore che non sai, mai provato mai vissuto, eppure cerchi di capirlo lo stesso, di sentirlo, magari di prendere un po’ di quell’immenso dolore per alleggerire l’altra persona. Capita, succede.

Capita, succede, che ci riesci. Riesci a sentire tutto quell’immenso dolore e riesci a prenderne un po’.  Sei come un contenitore di emozioni, c’è spazio per  il tuo dispiacere e c’è spazio per il suo dolore. Ma non serve. Troppo grande, troppo suo, troppo poco tuo. E ritorni con le tante, inutili, inefficaci parole  e i tanti, inutili ed inefficaci consigli(dall’alto della tua non-esperienza).

Disarmato non ti resta che chiederti i perché, come farebbe un bimbo: papà, perché succedono cose brutte alla gente buona? papà, perché le persone buone soffrono? papà, perché le persone buone non ci sono più?

Queste parole, le ennesime, sono per te e per il tuo dolore senza fine né comprensione. La vita ti ha preso per le spalle e ti ha scosso, e tu ancora non ci credi. E quanto te ne renderai conto sarà solo tristezza.

Tu puoi superare tutto questo. Superare, ma non dimenticare.

Hold up
hold on
don’t be scared
you’ll never change whats been and gone
may your smile (may your smile)
shine on (shine on)
don’t be scared (don’t be scared)
your destiny may keep you warm


set 19 2009

Going Up, Going Down

Siete mai stati sulle montagne russe?Io no, almeno non fisicamente.
Però mi capita spesso di salire sulle montagne russe dell’umore, quelle in cui l’umore è alle stelle per nessun motivo, e per la stessa ragione scende sotto le scarpe.

Capita di passare una giornata in cui mi sento bene, sono soddisfatto con poco , anche solo di aver scambiato quattro chiacchiere con persone intelligenti. Poi però capita più tardi, sulla sera, che una parola o una azione detta o fatta da qualcuno ti fa piombare giù. Magari non sono indirizzati a te, magari li senti soltanto. Ma ti fanno cadere un mondo.

Quando sei “su” vuoi spaccare il mondo, sei sicuro di te, pronto a tutto.

Quando sei “giù” non sei nemmeno più sicuro di volerti alzare dal letto; perché affrontare un’altra, inutile, giornata?

La vita sulle montagne russe non è facile, e in genere le cose non vanno mai veramente bene. Quei pochi attimi “su” sono illusori, durano poco; al contrario quelli “giù” si fanno sentire eccome e sembrano non passare mai.

Come scendere da queste maledette montagne russe? La soluzione sta nella ricerca della felicità. Una volta trovata, ed acquisita anche la sicurezza in sé stessi si avrà la forza di fermarsi e scendere.

Cosa vuol dire scendere? Vuol dire prendere in mano la propria vita e non essere più in balia del caso(salire e scendere).
Si potrà mai scendere? Ci vuole tempo, pazienza e speranza. Tre parole che possono condurre alle stelle oppure affossare completamente.

Del resto, come ci insegna Eric Draven, possiamo sperare che smetta di piovere. Possiamo sperare che le cose cambino.


set 10 2009

Sittin’ Here, Writin’ About Me

Cari miei dodici amici, ho deciso di spostarmi da Splinder qui su Altervista.

Per chi, ovviamente, non sapesse della mia esistenza io sono Mik Coly ed ho aperto questo blog in continuità con uno precedente(ovvero:cambia il posto ma i contenuti rimangono uguali).

Cosa dire a chi non mi conosce?Beh, su queste pagine potrete leggere cose molto diverse fra loro: dallo sfogo personale alla maxi riflessione su chissacchè.

Sono tendenzialmente romantico(nel senso filosofico e non della parola), disilluso idealista che ama sognare, amante delle emozioni che scuotono l’animo e di tutto ciò che riesce a parlare alla parte più profonda e nascosta di noi.

Talvolta mi cimento nello scrivere poesie e cose del genere e non escludo di pubblicare qualcosa qui.

Bene, benissimo, se esistesse davvero un “pubblico” da conquistare invece di questa moltitudine di gente a cui potrebbe, tranquillamente, non fregare nulla di tutto ciò.

Dimenticavo di dire che sono molto ironico(ed auto-ironico) e che nella vita questa qualità mi è costata diversi fraintendimenti con chi disconosce l’ironia e il sarcasmo.

Ma vabbè. Adesso sono un lupo solitario che cerca di entrare in contatto con un mondo vasto, volendone ottenere l’interesse e l’attenzione. Una sorta di moderno Don Chisciotte che combatte contro  i mulini a vento del totale anonimato che circonda me e questo blog.

Per ora va bene così. Vi saluto con il video di Only God Knows Why di Kid Rock il cui testo contiene la frase che fa sottotitolo(o “motto”) a questo nuovo blog.